E se poi guarisco? Viaggio sentimentale di un tifoso in crisi

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Per tutta la vita Michele Bitossi ha creduto che il tifo fosse una forma d’amore assoluto. Una fede da onorare senza se e senza ma. Poi, all’improvviso, durante una partita della sua squadra del cuore, si scopre annoiato, svuotato, esausto. Esce dallo stadio prima del fischio finale e la sera realizza di essersi dimenticato perfino di controllare il risultato definitivo. È accaduto l’impensabile: è iniziata ufficialmente la sua crisi di tifoso. Che fare? La prima cosa che gli viene in mente è condividere questo burnout sentimentale con una serie di tifosi logorati, nostalgici, recidivi come lui. Sono musicisti, scrittori, giornalisti, filosofi, ex calciatori. Si mette in viaggio per intervistare Ghemon, Matteo Caccia, Giovanni Francesio, Max Collini, Davide Coppo, Pierluigi Spagnolo, Malcom Pagani, Emiliano Colasanti, Sébastien Louis, Gianmarco Tognazzi, Matteo Saudino, Alessandro Gazzi, Tim Parks. Trae origine così una sorta di gruppo di mutuo aiuto itinerante. Da questa frattura – e dall’esperienza del podcast Prendo la sciarpa e vengo da te – nasce il racconto di quarant’anni di passione calcistica e di ciò che il tifo rappresenta: identità, appartenenza, memoria, famiglia, ossessione, dipendenza. A fargli da contrappunto c’è la sua compagna, ex calciatrice di Serie A: il suo sguardo competente e divertito smonta riti e fissazioni del tifoso. Un confronto che rende il libro perfetto anche per chi – da fuori – si è sempre chiesto cosa passi per la testa di chi soffre di questa pazza «malattia».
Con la voce ironica già apprezzata nel suo romanzo d’esordio Ma io quasi quasi, Bitossi ci regala un viaggio emozionante nel mondo delle curve, delle trasferte allucinanti in campi di provincia e delle domeniche vissute come una questione esistenziale.

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Estratto

Data di uscita

30 ottobre

EAN
9788832975185
Collana

Booksport

Pagine

228

Traduzione
Rassegna stampa