Mike Tyson, il più cattivo

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Nel giugno del 1988 ad Atlantic City, nell’arena vicino al suo albergo, Donald Trump fa da anfitrione a una chiassosa galleria di celebrità hollywoodiane, ex pugili e scommettitori, tutti pronti ad assistere al match del secolo tra Mike Tyson e Michael Spinks, valido per il titolo assoluto dei massimi. Tyson, appena ventunenne, tocca allora l’apice della sua carriera e in novantuno secondi si porta a casa una borsa mai vista prima di oltre venti milioni di dollari. Il «New York Post» lo acclama come «l’uomo più cattivo sulla faccia della Terra». Sono passati solo otto anni da quando, adolescente selvatico e irruento, era stato affidato al leggendario coach Cus D’Amato, che aveva già ispirato schiere di romanzieri e la figura dell’allenatore di Rocky Balboa. È nella palestra di Cus a Catskill che comincia l’apprendistato del futuro «Iron Mike», oltre a prendere forma, complici Hbo e le trame di Don King, la più grande e redditizia operazione di marketing nella storia della boxe. Nei decenni successivi Tyson sarà demonizzato, idolatrato o indicato come termine di paragone, ma mai, fino a questo libro, compreso del tutto come uomo: un ex ragazzo di strada cresciuto tra le gang di Brooklyn, minaccioso e vulnerabile, sopravvissuto al carcere minorile, a una madre violenta, alle molestie sessuali subite da bambino.
Mark Kriegel, erede di Norman Mailer e dei grandi scrittori di boxe, ci regala il ritratto intimo di un personaggio che sarebbe diventato il punto di riferimento per una generazione intera, formatasi con in sottofondo l’hip hop e i colpi d’arma da fuoco.

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Estratto

Data di uscita

6 novembre 2026

EAN
9788832975208
Collana

Booksport

Pagine

420

Traduzione

Lorenzo Vetta

Rassegna stampa